Dal foglio complementare al Certificato di Proprietà Digitale

In origine fu il foglio complementare. Poi venne sostituito dal Certificato di Proprietà dell’auto (CdP). Ed ora, dal 5 ottobre 2015, c’è solo il Certificato di Proprietà Digitale (CDPD). O meglio, a regime, quando cioè i CdP saranno tutti mandati in pensione dal corrispettivo dematerializzato, ci saranno 30 milioni di fogli in meno in circolazione.

L’ACI è una delle prime Amministrazioni italiane ad aver completamente digitalizzato i servizi per i cittadini. Dalle schede perforate a fini statistici del 1962, al primo archivio informatico del PRA del 1970 (quando le auto registrate nel nostro paese raggiunsero quota 15 milioni), alle sue evoluzioni degli anni Ottanta, per arrivare nel 1993 al riconoscimento giuridico del processo telematico. Nel 2002 aprono i primi Sportelli Telematici per l’Automobilista, che a regime riusciranno a collegare fra loro gli oltre 106 uffici territoriali del PRA e più di 5500 agenzie di pratiche auto abilitate.

Ma di cosa si tratta? È il documento che attesta lo stato giuridico di tutti i veicoli a motore su strada e contiene tutte le informazioni sulla proprietà del veicolo. Viene rilasciato dalle unità territoriali dell’ACI, meglio note come PRA, Pubblico Registro Automobilistico. Non è un documento fondamentale per la circolazione del veicolo, anche se deve essere tenuto con cura. Nella sua versione cartacea, per evitare rischi di smarrimenti, danneggiamenti, manomissioni o furti, era consigliato conservarlo a casa, tenendone una fotocopia a bordo del veicolo.

La sua importanza si lega in particolare alla capacità di dimostrare la titolarità del diritto di proprietà del veicolo. Diviene quindi fondamentale per dimostrare il possesso dell’auto e per consentire il passaggio di proprietà della stessa.

Perché digitalizzare il Certificato di Proprietà?

Il processo di digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni in generale, e dell’ACI in particolare, si spiega con la semplificazione dei processi amministrativi e con la tutela del cittadino. Nello specifico, il CDPD elimina completamente ogni rischio di furto, di manomissione e di smarrimento del documento: ogni anno, infatti, le denunce di furto e smarrimento del Certificato di Proprietà dell’auto ammontavano a 300 mila unità; il documento digitale inoltre, in quanto tale non sarà alterabile.

In caso di passaggio di proprietà, poi, la versione digitale consente una gestione più rapida e più efficiente della pratica, evitando a compratore e venditore di rivolgersi al PRA prima e alla Motorizzazione Civile poi. La sola fase presso lo Sportello Telematico dell’Automobilista consentirà infatti di concludere la compravendita.

Ora infatti, chi acquisti un veicolo nuovo o usato, non disporrà più della versione cartacea del Certificato di Proprietà, bensì di una ricevuta, su cui sarà riportato un codice. Tale codice consentirà di visionare la versione digitale (conservata sui server dell’ACI) del Certificato di Proprietà, ma come?

  • Con lo smartphone e la lettura di un QR-code posto sulla ricevuta.
  • Tramite il pc, collegandosi al sito internet indicato sulla ricevuta.
  • Attraverso la funzione Consulta il Certificato di Proprietà Digitale, sul sito internet dell’ACI.

Quali informazioni riporta il Certificato di Proprietà?

Come è facile evincere dal nome, questo documento mette in relazione un veicolo con un soggetto.

Si tratta di un foglio di dimensione A4 sulla cui facciata principale sono riportate tutte le informazioni.

In alto, oltre all’intestazione dell’ente che emette il documento (ACI), vengono riportati il numero di targa dell’autovettura, il numero identificativo del Certificato di Proprietà dell’auto e l’ufficio territoriale di competenza (la Provincia e il codice relativo).

Una sezione successiva, identificata con la lettera A, riporta i dati relativi all’auto: la classe d’uso (ad esempio “privato trasporto persone”), il tipo di auto (marca e modello), la data di immatricolazione e i dati fiscali (potenza ed alimentazione).

La sezione B identifica il proprietario dell’auto (vi è la possibilità di indicare fino a due proprietari): cognome, nome, codice fiscale, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza.

La sezione C è riservata ad eventuali gravami, ipoteche, fermi amministrativi che possono pendere sull’auto e limitarne conseguentemente l’utilizzo da parte del proprietario.

Il retro del documento è riservato ai passaggi di proprietà con la relativa autenticazione della firma del venditore, l’indicazione degli importi versati e le convalide degli uffici competenti.