Il calo di immagine del diesel

Tra lo scandalo del diesel gate scoppiato di recente in Germania, e il maggior costo sia all’acquisto sia nella manutenzione (non da ultimo la gestione del FAP), le auto alimentate a diesel stanno progressivamente perdendo fascino a tutto vantaggio di altri modelli.

BenzinaPer chi non è ancora pronto a passare all’ibrido (piuttosto costoso) o all’elettrico (oltre che caro, anche poco pratico per la scarsità di colonnine di ricarica), vi sono molte auto benzina che sono un ottimo compromesso: prezzi abbordabili, consumi ridotti, modelli sia per circolare in città, sia per percorrere migliaia di km l’anno.

Per chi guida per oltre 20.000 km/anno (soprattutto in autostrada), il diesel resta ancora una scelta valida; per gli altri, scorrere i modelli indicati qui sotto può essere un buon inizio prima di prendere la decisione finale.

Le “piccoline” a benzina

Iniziamo dalla Peugeot 1.2 PureTech 110, mossa da un motore 3 cilindri turbo ad iniezione diretta, 110 cavalli, affidabile sia sul cittadino sia sull’extraurbano, dove però sopporta male gli alti regimi. A livello di consumi, con i suoi 6,1 l/100 km si colloca appena sopra la versione diesel 1.6 bleu Hdi da 100 cavalli (5,5 l/100 km).

Restando nel settore delle “piccole”, ecco un altro 3 cilindri turbo benzina da 100 cavalli: la Ford Fiesta 1.0 EcoBoost 100. Qui le vibrazioni si fanno sentire più che altro alla partenza e a bassi regimi, ma l’auto gode comunque di ottima ripresa e ottime accelerazioni. Dotata del meccanismo Start&Stop, i suoi consumi mediamente si attestano attorno a 6,7 l/100 km.

Suv e monovolumi

Spostandoci nel settore SUV compatti, passiamo al Renault Kadjar 1.2 TCe 130. Le prestazioni migliori si ottengono al di sopra di 1.500 giri al minuto, meglio ancora oltre i 2.000. Ottima sulle autostrade, il suo motore a sei rapporti richiede comunque di scalare un paio di marce prima di effettuare i sorpassi. I consumi si attestano attorno a 7,5 l/100 Km e il Kadjar è da preferire se si percorrono molti km all’anno.

La Citroën C4 Picasso 1.2 PureTech 130 EAT6 non è un SUV, ma una monovolume (termine forse ormai desueto, dato che le “cugine” Renaul Scenic e Peugeot 5008 si considerano SUV o tuttalpiù crossover). Anche in questo caso, troviamo un motore 3 cilindri che rende la guida particolarmente piacevole, aggiunto a degli interni estremamente spaziosi, che fanno della C4 Picasso un’auto a prova di famiglia con bagagli al seguito. Il cambio automatico è a 6 rapporti e aiuta un motore di per sé già sobrio nella riduzione dei consumi.

Le grosse berline

Anche la BMW 318i BVA8 è dotata di un 3 cilindri: si tratta di un turbo da 1.5, ma le prestazioni, per non venir meno alla tradizione della casa teutonica, sono ottime, con una coppia generosa e subito disponibile. Lo Start&Stop genera purtroppo delle vibrazioni fastidiose al momento della partenza e le sospensioni sono troppo “molli”. Si tratta di un’auto da evitare in città, ma comunque ideale per le lunghe distanze

Potrebbe infine stupire la scelta di montare un motore benzina in una grande berlina come l’Audi A4 2.0TFSI Ultra 190 S tronic. In realtà, la scelta dei costruttori tedeschi è oculata: il 2.0 turbo utilizza un ciclo di combustione Miller, in grado di ottimizzare i rendimenti a ciclo costante e con accelerazioni di breve intensità. Il cambio automatico a 7 rapporti S tronic consente delle ottime prestazioni, mantenendo i consumi medi a 8,1 l/100 km.