Il caldo estivo e il climatizzatore

aria condizionataLe estati negli ultimi anni sono sempre più calde, torride addirittura. Da nord a sud della nostra penisola, le temperature toccano punti elevatissimi per diversi giorni, a volte per diverse settimane di seguito.

Gli spostamenti tra giugno e agosto, su tragitti lunghi o brevi che siano, vengono fatti con l’aria condizionata dell’auto accesa, e guai a non avere controllato l’impianto prima di partire per le vacanze.

Quali sono i sintomi di malfunzionamento?

Ogni quanti anni o ogni quanti km deve essere effettuata la ricarica dell’aria condizionata dell’auto?

Questa è una domanda per la quale non esiste una risposta precisa e valida per tutti gli automobilisti, né per tutti i veicoli.

Si va da una frequenza minima di due anni, ad una massima di 10 anni. Ma in realtà, se vi sono dei guasti all’impianto di raffreddamento, potrebbe essere necessario ricaricare anche più spesso, al limite anche pochi mesi dopo la precedente, se il danno non viene individuato. In alcuni casi si potrebbe anche portare l’auto a “fine vita”, senza aver effettuato mai una ricarica.

Chi percorre molta strada (ad esempio, oltre 50.000 km l’anno) utilizza il condizionatore molto di frequente.  Non solo: un’auto che frequenti spesso strade sconnesse si sottopone a vibrazioni particolarmente violente, che a lungo andare possono compromettere la stabilità dei tubi che portano l’aria fredda nell’abitacolo. Questo provoca quindi delle fuoriuscite del gas refrigerante e dunque un malfunzionamento dell’intero impianto.

Come ci si accorge che è l’ora di intervenire? Semplicemente perché l’impianto non è più efficiente come all’inizio. Nel caso di climatizzatore automatico, il momento arriva quando nell’abitacolo non si riesce ad ottenere la temperatura impostata. Con i modelli manuali invece, nell’eventualità l’aria fredda non sia sufficiente o, peggio, sia del tutto assente, bisognerà preoccuparsi e attivarsi per risolvere il problema.

Effettuare la ricarica in officina

Il consiglio è quello di portare l’auto in officina: in questo modo il meccanico potrà appurare se vi siano perdite, e dopo averle individuate, ripararle. Solo dopo procederà alla ricarica del gas.

Non si tratta di un’operazione eccessivamente costosa, anche perché, come già detto, il suo ammortamento lo si spalma, se tutto va bene, su parecchi anni di vita dell’auto. A seconda della città e del tipo di veicolo, vi potranno essere fatturati tra 40€ e 100€, manodopera compresa. Se i tubi non fossero semplicemente allentati, ma da sostituire, a questa tariffa vanno ovviamente aggiunti i costi dei pezzi sostituiti.

Effettuare la ricarica a casa

Chi invece abbia il pallino del fai da te, trova facilmente in commercio il kit per la ricarica dell’aria condizionata dell’auto (comprensivo di un collettore di ricarica con calibri), cui per dei risultati da professionista e un lavoro in tutta sicurezza, dovrà aggiungere degli occhiali protettivi (si maneggia del gas, potenzialmente pericoloso per la vista) e il liquido refrigerante. Se non dovesse essere compreso nel kit, un manometro renderà più agevole l’individuazione della perdita.

Quali sono le tappe da seguire?

  • Valutare quanto refrigerante sia rimasto all’interno del sistema: se dovesse essere totalmente scarico o quasi, prima di procedere alla ricarica, sarà necessario individuare le perdite
  • Assicurarsi che il compressore funzioni e che le batterie di condensazione non siano ostruite da detriti di diverso genere
  • Nella lattina di refrigerante aprire la valvola e avvitarla in maniera sicura alla lattina stessa
  • Riempire il tubo di carico aprendo la valvola e connettere il tubo della lattina al condotto refrigerante dell’auto
  • Accendere il motore dell’auto e far partire il condizionatore alla temperatura minima e alla potenza massima
  • Aprire la valvola, fino a quando non si sentirà che il liquido sta passando attraverso il tubo e il condotto; l’operazione di svuotamento della lattina dovrebbe impiegare circa 5 minuti
  • Alla fine si chiude la valvola e si stacca il tubo.

L’aria che esce dalle ventole, a questo punto, dovrebbe essere fredda.