Il fenomeno delle minicar

Negli ultimi anni si sono letteralmente moltiplicate sulle strade, assumendo in alcuni casi i contorni di un fenomeno di moda.

minicarSi tratta delle minicar o microcar, come vengono chiamate correntemente, anche se il Codice della Strada preferisce i termini “quadricicli leggeri” e “quadricicli pesanti”.

In ogni caso, dire che si tratti di auto che si possono guidare senza patente non è del tutto corretto. Infatti, a seguito della riforma entrata in vigore nel 2013, per la guida di qualsiasi mezzo a motore è previsto il superamento di un esame e il conseguimento della relativa patente.

Quali modelli esistono in circolazione?

Il quadriciclo leggero ha motore elettrico, diesel o benzina (di cilindrata non superiore ai 50 cc.) e una potenza massima di 4 kW; la loro massa a vuoto non deve superare 350 kg e la velocità deve essere limitata a 45 km/h. Può essere guidato a partire da 14 anni di età e una volta conseguita la patente AM, la stessa richiesta per la guida dei ciclomotori.

A partire dai 16 anni di età e conseguita la patente B, si può invece condurre il quadriciclo pesante: nessuna limitazione alla cilindrata del motore, ma solo alla massa a vuoto (400 kg, o 550 kg se adibito a trasporto merci), alla potenza erogata (massimo 15 kW) e alla velocità, che non deve superare gli 80 km/h.

I vantaggi: sicurezza e parcheggio

Oltre all’insondabile motivazione che spinge ogni fenomeno di moda, le “auto senza patente” presentano degli innegabili vantaggi:

  • Una maggiore sicurezza e stabilità, rispetto al motorino, data dalla presenza di quattro ruote, anziché due, e dalla struttura avvolgente che protegge, in caso di urti, i passeggeri
  • Un maggiore comfort, soprattutto nelle stagioni più fredde o durante i giorni di pioggia
  • Una maggiore facilità di parcheggio, rispetto alle auto (possono essere posizionate anche nei posti dedicati ai motocicli)
  • L’accesso alle zone a traffico limitato, non consentito alle auto
  • L’accesso alla città anche nei giorni di limitazioni del traffico per motivi ecologico – ambientali

Se i primi due punti possono dettare le scelte dei giovanissimi, gli ultimi tre interessano gli adulti. Non è raro infatti vedere anche degli over 18 utilizzare le auto senza patente, proprio per i vantaggi che conferiscono nel traffico cittadino.

Per quello che concerne le emissioni nocive, le analisi effettuate dall’ANCMA collocano le microcar diesel tra i modelli Euro 3 e quelli Euro 4.

Gli svantaggi: sicurezza e costi

Ma non tutte le caratteristiche delle microcar si configurano come portatrici di vantaggi.

I motori di potenza limitata impongono ai costruttori di utilizzare materiale leggero nella realizzazione di questi quadricicli. In caso di impatto questo costituisce sicuramente un aspetto negativo (inoltre nessun modello è equipaggiato con l’airbag). Allo stesso modo, la loro leggerezza le rende particolarmente instabili in caso di curve affrontate a velocità sostenute. Una guida attenta e meticolosa si impone al possessore di una microcar.

Un altro elemento a sfavore di questi mezzi di trasporto è il prezzo.

Se un motociclo ha un prezzo che parte dai 2.000€, per un’auto senza patente la cifra minima si attesta attorno a 8.000 – 9.000€, ma per alcuni modelli si può arrivare a spendere quasi il doppio.

Bisogna infatti sapere che, nella sfrenata corsa alla conquista del mercato delle microcar, i vari produttori (per non citarne che i principali: Aixam, Piaggio, Toyota e Giotti Victoria) puntano sull’estetica e cercano di abbellire i rispettivi modelli con tutta una serie di optional e di equipaggiamenti che fanno di un semplice quadriciclo un mezzo di lusso:

  • Volante e sedili in pelle
  • Radio con lettore cd/mp3
  • Connessione Usb
  • Navigatore satellitare
  • Tv integrata
  • Accessori per rendere più sportiva l’auto

Un ultimo aspetto da prendere in considerazione è l’aumento dei premi RCA dovuto da un lato alla diffusa fama di auto poco sicure, dall’altro all’alto numero di furti cui sono soggette (all’assicurazione classica andrà quindi aggiunta la voce “furto e incendio”).