Un atteggiamento estremamente pericoloso

La guida con lo smartphone non ha niente a che fare coi videogiochi o con la realtà aumentata, frutto della sempre più evoluta tecnologia, bensì è un atteggiamento vietato dal Codice della Strada (art. 173).

smartphone alla guidaUtilizzare il telefono mentre si è alla guida dell’auto infatti aumenta dell’83% il rischio di essere coinvolti in un incidente o di provocarne uno. Ed è, non a caso, la prima causa di mortalità stradale.

La legge vieta in maniera decisa l’uso del telefono al volante, ma sarà per la negligenza di alcuni automobilisti, per le pene troppo soft o, ancora, a causa del fatto che troppo raramente le Forze dell’ordine riescono ad applicare le multe alle auto, fatto sta che questa cattiva abitudine di una parte degli italiani sembra dura a morire.

Per questo il Parlamento sta approvando una riforma dell’articolo 173 del Codice della Strada che renderà più difficile la vita di chi utilizza lo smartphone mentre si trova al volante. L’iter della legge è ancora lungo: per il momento ha superato l’esame della Camera e la speranza è che al più presto la nuova norma entri in vigore.

Lo stato attuale della normativa

Allo stato attuale, il Codice della Strada vieta di fare uso durante la marcia di apparecchi radiofonici (il divieto non si applica alle Forze armate, di Polizia e ai conducenti di veicoli adibiti ai servizi di strade, autostrade e trasporto di persone in conto terzi). La norma si applica anche con l’auto ferma in fila al semaforo rosso o allo stop: in questi casi, infatti, si considera il veicolo in marcia e non in sosta.

L’unica possibilità per utilizzare il cellulare mentre ci si trovi alla guida è quella di adoperare la modalità viva voce o utilizzare i dispositivi auricolari; il conducente deve ovviamente avere normali capacità uditive e in ogni caso non deve essere necessario spostare le mani dallo sterzo per il corretto funzionamento del device e delle cuffie (con fili o bluetooth).

E le multe per le auto?

La sanzione amministrativa prevista va da 161€ a 647€. In caso di recidiva entro 24 mesi, le forze dell’ordine procederanno alla sospensione della patente.

Le modifiche previste e l’inasprimento delle multe alle auto

E proprio l’inasprimento delle pene è lo strumento su cui il legislatore punta per scoraggiare questa abitudine così dannosa, per sé e per gli altri.

Le novità più rilevanti per chi viene sorpreso per la prima volta ad utilizzare lo smartphone mentre guida sono:

  • L’innalzamento della sanzione amministrativa: il minimo sale a 322€, mentre il massimo viene portato a 1.294€
  • La sospensione immediata della patente (prima solo in caso di recidiva) per un periodo massimo di 3 mesi
  • La decurtazione di 5 punti dalla patente

Chi invece dovesse incorrere in un secondo controllo, subirebbe:

  • Una sanzione amministrativa che andrà da un minimo di 644€ ad un massimo di 2.588€
  • La sospensione della patente fino ad un massimo di 6 mesi
  • La decurtazione di 10 punti dalla patente

Altre novità previste dalla legge in arrivo

D’altra parte, sulle strade i pericoli non esistono solo in caso di utilizzo dello smartphone. Proprio per questo la commissione parlamentare ha deciso di intervenire anche su altri due aspetti che troppo spesso di recente stanno provocando vittime o rischiano di provocarne.

Il primo punto è quello che prevedrà, nel momento in cui la norma riceverà il voto definitivo e entrerà quindi in vigore, l’installazione di sistemi di sicurezza che consentano di non dimenticare i figli sul seggiolino posteriore. Un allarme sonoro (come quello che ricorda di allacciare le cinture di sicurezza) avviserà della presenza del bambino una volta spento il motore della macchina.

Il secondo punto prevede infine l’obbligo per gli automobilisti di mantenere una distanza di sicurezza di minimo un metro e mezzo durante la fase di sorpasso delle biciclette. I ripetuti incidenti, anche mortali, con il coinvolgimento di ciclisti, amatoriali e non, continua a scuotere l’opinione pubblica. La norma ha l’obiettivo di garantire una maggiore attenzione ad una categoria ancora troppo poco tutelata.