Il casco: da optional a elemento obbligatorio

All’inizio era un optional, poi nel 1986 subentrò l’obbligo per le moto, ma non per ciclomotori, infine nel 1999 arrivò l’obbligatorietà per tutte le categorie e le cilindrate di due ruote e per tutte le fasce d’età. Dal 2012 il casco a scodella è stato bandito: non copriva né la fronte, né parte del cranio, quindi risultava troppo pericoloso.

cascoMa il casco oltre ad essere un elemento obbligatorio in moto, è anche e soprattutto una componente essenziale per salvaguardare la sicurezza di chi sta in sella (secondo alcuni studi, in caso di caduta dimezza la probabilità di andare incontro ad un trauma cranico).

Ma come in ogni cosa, anche i caschi non sono tutti uguali e non hanno tutti le stesse capacità di salvaguardare integralmente la testa e quindi la vita di chi lo indossa.

La scelta tra i vari tipi di casco deve quindi rispondere primariamente a criteri di sicurezza (dettati dalle norme di omologazione) e solo in secondo luogo a criteri estetici. Va poi ricordato che un casco non omologato, oltre ad avere un’efficacia ridotta o nulla durante un impatto, in caso di controlli effettuati dalle Forze di pubblica sicurezza, espone ad un’ammenda e ad una decurtazione di punti sulla patente.

L’omologazione di un casco all’acquisto è certificata da un’etichetta che riporta il numero di immatricolazione, di omologazione e di produzione.

I tipi di casco

Demi jet

È quello che più di altri risulta leggero, fresco e maneggevole. Veloce da infilare e da sfilare, è il preferito degli “scooteristi”, che percorrono prevalentemente strade cittadine. Lascia scoperti – quindi non protegge – il viso e il collo; per questo motivo è inadatto all’alta velocità e in genere alla guida delle moto di ogni cilindrata.

Jet

Rispetto al precedente, il jet o semi integrale, copre anche le guance, ma il livello di sicurezza che propone è comunque inferiore al modello integrale. Design e praticità di utilizzo sono gli stessi del demi jet. In alcuni modelli è possibile aggiungere una protezione in più per il mento: in questo modo il casco diviene a tutti gli effetti integrale. In altri modelli si può aggiungere come optional una visiera genere elicotterista (abbassabile anche da chi porta gli occhiali).

Come nel caso del demi-jet, le sue dimensioni consentono di riporlo nel vano sotto la sella.

Integrale

Come è facile intuire dal nome, con questo tipo di casco, la protezione offerta alla testa del motociclista è totale ed è quindi vivamente consigliato ai possessori di moto di grossa cilindrata.

Completamente chiuso da ogni lato e provvisto di visiera, protegge da pioggia e vento, freddo e umidità; è dotato infine di un maggior comfort acustico alle alte velocità.

Il rovescio della medaglia però sono il peso e l’ingombro, maggiori rispetto ai modelli più “nudi”. Per non parlare del caldo in estate. Anche se a questo problema generalmente si trova un parziale conforto nelle prese di ventilazione e nei materiali di produzione sia della calotta, sia dell’imbottitura.

Integrale modulare

Un’altra soluzione al calore sviluppato dal casco durante l’utilizzo estivo è quella offerta dagli integrali modulari. In questi caschi la parte anteriore è alzabile. Con questo semplice gesto si passa dalla versione integrale a quella jet. Il meccanismo che consente alla protezione del mento di sollevarsi però ha un peso aggiuntivo che si va a sommare a quello del casco.

Altri criteri e optional per la scelta del casco

Una volta optato per uno dei tipi di casco disponibili vi sono altre scelte da fare al momento dell’acquisto.

Anche per i caschi esistono le taglie. Bisognerà prestare attenzione quando lo si prova in negozio, tenendo conto che l’imbottitura dovrà aderire in maniera uniforme alla testa.

Alcuni modelli sono proposti con l’alloggiamento per il bluetooth. Questo consente di parlare al cellulare anche mentre si guida, senza doversi arrestare lungo la strada.

Non tutti i caschi omologati sono dotati di imbottitura anallergica o asportabile e lavabile. Un utilizzo intenso, non solo in estate può rendere necessario dare una “rinfrescata” agli interni del casco. È quindi un’opzione da tenere in considerazione.

L’impianto di areazione del casco è fondamentale, soprattutto per gli integrali e per mantenere un buon comfort termico anche in estate.

Le visiere dei caschi sono trasparenti, antigraffio e anti UV. È possibile sostituire la visiera originale con una oscurata o colorata per una maggiore protezione dalla luce solare.

Un ultimo punto concerne la durata. Anche se non è mai stato soggetto a cadute o ad impatti, un casco invecchia a causa dell’azione della luce, del calore, del freddo e della pioggia. La sostituzione periodica è quindi fondamentale: i produttori consigliano di farla ogni 5 anni.